I-AER Index - III trimestre 2025

Un termometro dell’economia reale

    

Lo I-AER Index è uno strumento di analisi che monitora l’andamento economico, patrimoniale e finanziario delle piccole e medie imprese italiane, restituendo una fotografia aggiornata dello stato di salute del sistema produttivo nazionale.

Nel terzo trimestre 2025 (Gennaio–Settembre), lo I-AER Index registra una crescita moderata dei ricavi (+2,3%), trainata dai servizi (+16,7%) e sostenuta dal commercio (+6,5%), mentre la produzione arretra (-3,3%).

La dinamica dei ricavi non si traduce pienamente in valore: l’EBITDA medio cala del -4,4%, la liquidità migliora marginalmente (+0,7%), ma la leva finanziaria cresce significativamente del +17,6%, segnalando una dipendenza ancora elevata dal debito per sostenere la gestione ordinaria.

Andamento complessivo – 2024 Vs. 2025 [Riepilogo Gennaio-Settembre], fonte: I-AER

   

Fatturato: resilienza selettiva, trainata dai servizi e dal commercio

Nel periodo Gennaio–Settembre 2025, il fatturato complessivo delle PMI italiane cresce del +2,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che conferma la tenuta del sistema imprenditoriale, ma con forti differenze settoriali.

Andamento del fatturato – 2024 Vs. 2025 [Gennaio-Settembre], fonte: I-AER

Il settore dei servizi registra la crescita più sostenuta (+16,7%), mentre il commercio consolida un recupero (+6,5%). In controtendenza, la produzione arretra del -3,3%, segnale di una fase ancora compressa sul fronte dei volumi e/o dei prezzi nei comparti manifatturieri.

Nel complesso, la crescita dei ricavi rimane asimmetrica: migliora il contributo dei servizi, ma la debolezza della produzione continua a frenare la performance aggregata.

Implicazioni strategiche:

• Produzione: la priorità non è crescere, ma recuperare volumi sostenibili e ridurre il costo unitario. Serve una selezione più rigorosa di clienti e prodotti.

• Servizi: la crescita va governata. Senza controllo di capacità e pricing, l’aumento dei ricavi rischia di tradursi in più debito e meno margini.

• Commercio: i volumi crescono, ma devono generare cassa. Migliorare rotazione magazzino, politiche di incasso e marginalità per categoria.

    

Redditività: segnali di recupero nei servizi, pressione persistente negli altri comparti

L’analisi della redditività operativa (EBITDA) mostra un quadro ancora selettivo: nel periodo Gennaio–Settembre 2025 le PMI registrano una flessione media del -4,4% rispetto al 2024.

Andamento della redditività – 2024 Vs. 2025 [EBITDA Gennaio-Settembre], fonte: I-AER

Andamento della redditività – 2024 Vs. 2025 [ROS Gennaio-Settembre], fonte: I-AER

La performance è polarizzata:

  • Servizi: EBITDA +7,8% e ROS in aumento dal 12,5% al 13,8%, segnale di una maggiore capacità di trasformare la crescita in margini.
  • Produzione: EBITDA -8,2% con ROS sostanzialmente stabile (dal 5,7% al 5,6%), indicando che il problema non è il margine percentuale, ma il calo dei volumi e la minore capacità di assorbire i costi fissi.
  • Commercio: EBITDA -3,3% e ROS in lieve flessione (7,0% → 6,8%), coerente con una pressione competitiva che rende più difficile difendere i margini.

A livello aggregato, il ROS totale risulta in miglioramento (8,3% → 8,8%), ma la dinamica dell’EBITDA indica che il sistema non sta ancora trasformando in modo uniforme i ricavi in valore, con un equilibrio tra volumi, costi e mix che resta fragile.

Implicazioni strategiche:

1.     Basta crescita non profittevole: ogni cliente e canale deve contribuire positivamente all’EBITDA.

2.    Il problema non è solo il margine %, ma la struttura dei costi: serve agire su produttività, saturazione e costi fissi.

3.     Ridurre i costi indiretti: spese commerciali e generali vanno riallineate ai livelli di fatturato sostenibili.

    

Liquidità: stabilità complessiva, ma divergenze nette tra comparti

L’indice di liquidità mostra nel periodo Gennaio–Settembre 2025 una lieve crescita complessiva (+0,7%), passando da 1,50 a 1,51. Un valore sopra la soglia di sicurezza (1), ma con dinamiche settoriali molto differenti.

Andamento della liquidità – 2024 Vs. 2025 [Indice di liquidità Gennaio-Settembre], fonte: I-AER

Il quadro settoriale è eterogeneo:

  • Produzione: in calo del -3%, segnale di maggiore assorbimento di capitale circolante o minore capacità di generare cassa operativa.
  • Servizi: in crescita del +10,9%, con un recupero significativo della copertura delle passività correnti.
  • Commercio: in flessione del -4,9%, confermando una maggiore fragilità sul breve termine.

Nel complesso, la liquidità sembra tenere, ma le imprese più esposte (in particolare nel commercio) restano vulnerabili a shock su incassi, magazzino e costo del credito.

Implicazioni strategiche:

La liquidità è stabile, non solida: basta poco per creare tensioni. Il capitale circolante va gestito attivamente.

Incassi e scorte sono centrali: ridurre ritardi di pagamento e stock eccessivi, soprattutto nel commercio.

Meno debito a breve termine, più controllo: ribilanciare le fonti finanziarie e prepararsi a scenari di stress.

    

Solidità: leva finanziaria in aumento, rischio di squilibrio strutturale

L’indice di leverage, che misura il rapporto tra debiti e patrimonio netto, mostra nel periodo Gennaio–Settembre 2025 un aumento del +17,6%, passando da 4,00 a 4,70 a livello aggregato.

Andamento della solidità – 2024 Vs. 2025 [Leverage Gennaio-Settembre], fonte: I-AER

L’incremento riguarda tutti i comparti, con intensità differenti:

  • Servizi: peggioramento marcato (+33,3%), coerente con una crescita sostenuta finanziata anche tramite debito.
  • Produzione: aumento contenuto (+9,8%), vicino alla soglia di attenzione.
  • Commercio: crescita moderata (+5,4%), su livelli già elevati.

Il ricorso alla leva non è di per sé negativo se finalizzato a investimenti produttivi e supportato da margini e cassa. Tuttavia, su leverage così alti, l’aumento del debito tende a diventare un vincolo: assorbe flussi finanziari e riduce la capacità di manovra in presenza di volatilità della domanda e tassi ancora restrittivi.

Implicazioni strategiche:

La leva è in aumento: la crescita è sempre più finanziata dal debito. Questo limita la capacità di manovra.

Serve ridurre la leva: più cassa operativa, meno immobilizzi, meno investimenti non essenziali.

Rafforzare il capitale: reinvestire utili e valutare strumenti patrimoniali quando il debito supera livelli di sicurezza.

       

Previsioni: ottimismo selettivo ma in calo

Le previsioni di crescita del fatturato 2025 si sono progressivamente ridimensionate nel corso dell’anno:

  • la stima di marzo 2025 indicava un incremento medio dell’8%,
  • quella di giugno è scesa al 6%,
  • e la proiezione più recente di ottobre 2025 si attesta al +5%.
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