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Il futuro del lavoro dopo il Covid-19

Il Covid-19 ha portato ad un enorme cambiamento nell’organizzazione lavorativa, evidenziando l’importanza della “vicinanza fisica” nel lavoro e stimolando il cambiamento nei business model aziendali ma anche nelle abitudini dei consumatori, che per la gran parte dureranno anche dopo la pandemia.

Rispetto a ciò che emerge maggiormente dopo quasi 18 mesi di crisi sanitaria, ecco cinque conseguenze che si possono – e si potranno – osservare all’interno del mondo del lavoro:

 

1 / La dimensione fisica del lavoro 

La dimensione fisica del lavoro sarà una delle principali variabili che ne determineranno i cambiamenti nel prossimo futuro. Infatti, l’impatto della pandemia sul lavoro è concentrato soprattutto su quattro aree:

 

  1. attività relative a tempo libero e viaggi (compresi ristoranti e hotel);
  2. uffici incentrati su lavori al computer;
  3. attività con interazione diretta con i clienti (come negozi o hospitality);
  4. attività di produzione e logistica.

 

Queste sono sicuramente le tipologie di posti di lavoro che hanno subito e subiranno i maggiori cambiamenti.

 

2 / Lavoro da remoto, crescita esponenziale dell'e-commerce, automazioni e intelligenza artificiale

La pandemia ha accelerato 3 tendenze che perdureranno nel tempo, in maniera più o meno marcata:

 

  1. la prima riguarda il lavoro da remoto (3-5 giorni a settimana), che nelle economie più avanzate potrebbe essere adottato dal 20/25% dei lavoratori, mentre in quelle emergenti si dovrebbe attestare intorno al 10%. Ciò, certamente, porterà a conseguenze anche in altri settori, come i trasporti pubblici, ristoranti e negozi nei centri storici.
  2. in secondo luogo, la crescita esponenziale dell’e-commerce e delle consegne a domicilio non dovrebbe fermarsi neanche dopo la fine della pandemia. Tutto ciò influisce su molti lavori con retribuzioni medio-basse in negozi e ristoranti, mentre permette un aumento di posti di lavoro nella distribuzione e nel delivery.
  3. infine, le aziende hanno iniziato ad utilizzare maggiormente automazioni e intelligenza artificiale per contrastare le limitazioni dovute dal Covid-19. Nei prossimi anni, questo trend potrebbe crescere ancora molto, inserendo robot negli impianti di produzione e nei magazzini, oltre che aggiungere “chioschi self-service” e robot di servizio in luoghi di interazione. 

 

3 / Le tendenza citate nei primi due punti varieranno a seconda della conformazione economica dei Paesi

Le tendenze sopracitate varieranno in maniera significativa a seconda della conformazione economica dei Paesi. Ad esempio, nei luoghi dove sono più sviluppati i servizi (soprattutto basati sull’utilizzo di PC) sarà più facile che il lavoro da remoto si consolidi anche post-covid, portando con sé anche l’aumento di e-commerce e delivery. Dove invece è più presente il manifatturiero, normalmente fuori dai grandi centri abitati, questi effetti saranno meno sentiti.

 

4 / Diminuzione dei posti di lavoro a basso stipendio e aumento dell'occupazione nella sanità e nelle professioni STEM

Questi trend porteranno ad una modifica sostanziale del lavoro, anche più di quanto ci si potesse immaginare ad inizio pandemia. Le persone che subiranno maggiormente questi cambiamenti saranno i lavoratori a medio-basso stipendio (donne, minoranze etniche, non laureati e giovani). Difatti, entro il 2030 i posti di lavoro a basso stipendio diminuiranno in maniera consistente, mentre l’occupazione nella sanità e nelle professioni STEM aumenterà.

 

5 / Reinvenzione del lavoro

Le imprese avranno l’opportunità di reinventare dove e come il loro lavoro viene fatto, aprendosi a numerosi cambiamenti ed innovazioni. I requisiti per le assunzioni cambieranno in maniera radicale, prediligendo alcune tipologie di esperienze e di competenze, ma allo stesso tempo le politiche governative dovranno rendere più semplice l’accesso alle infrastrutture digitali e alla mobilità lavorativa.

 

Conclusioni

In conclusione, anche se nei prossimi mesi la pandemia non dovesse essere più fonte di cambiamenti obbligati, le aziende e i governi dovranno mantenere la propria agilità e creatività dimostrata in questo periodo, così da trovare risposte alle incombenti sfide della forza lavoro.

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